tiresia-deactivated20140315

Bel cazzo

rivoluzionesessuale:

Uno può tollerare tutto nella vita, ma non tollera che qualcuno insinui che il suo cazzo non è il cazzo più bello del mondo.
(Aldo Busi)

Ultimamente mi infilo in discorsi sull’estetica del cazzo (nel senso dell’organo) e sull’estetica del mio cazzo. Sono discorsi con donne che l’hanno visto e siccome non ho un gran rapporto con urologhe o dermatologhe, sono donne che ci hanno anche giocato. Donne che conoscono la mia vanità e non potendo dire “il tuo è il più grosso che abbia mai avuto”, possono sempre rimediare sull’aggettivo “bello”.

Una donna mi disse che avevo un cazzo “spettacolare”. Tanto spettacolare da parlarne con un’amica, mi disse. Tanto spettacolare da non venire mai più a prenderselo, aggiungo io.

Un’altra lo definì “quasi perfetto” e disse che il quasi serviva a non rischiare che il mio ego si pompasse e mi rifiutassi poi di darglielo. Senza entrare nel merito della perfezione, la speranza che non smettessi di darglielo era sincera.

Però sono un maschietto eterosessuale e l’estetica sul cazzo non riesco proprio a comprenderla, pure dopo mille spiegazioni.

(sulle tette ci scriverei trattati. Sulla fica non c’è molto da dire)

Da donna eterosessuale, navigata e favacentrica posso parlare.
L’estetica del cazzo c’è eccome. È un’estetica sinestesica: la vista, si, ma che promette profumo, sapore, turgidità, potenza, piacere, delirio, morte.

Purtroppo ogni tanto a noi donne ci capitano dei mini peni, o dei peni mosci o a fungo o fini o a punta e insomma non sono bei momenti. Che per giocarci un cazzo dev’essere anche bello.

E i cazzi belli esistono.

Spora