Pensandoci a freddo, la cosa che mi dispiace (ma non l’unica) è che fra tutte le cose utili che io ho veicolato con lo sporablog, abbia come omaggio l’aver deluso una persona che si riduce pubblicamente a scimmiottare il mio stile e i miei post più duri: ossia il peggio di me.
Mi dispiace aver contribuito a far diventare questa ragazza una persona peggiore.

Pensandoci a freddo, la cosa che mi dispiace (ma non l’unica) è che fra tutte le cose utili che io ho veicolato con lo sporablog, abbia come omaggio l’aver deluso una persona che si riduce pubblicamente a scimmiottare il mio stile e i miei post più duri: ossia il peggio di me.

Mi dispiace aver contribuito a far diventare questa ragazza una persona peggiore.

evernote-it

Veronica Benini aka Spora, utilizza Evernote per collaborare con la sua assistente, per organizzare idee e progetti, per sviluppare conferenze e prime bozze di libri. Ma anche per flirtare.

evernote-it:

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Nome: Veronica Benini aka Spora
Paese: Toscana
Professione: heel coach, autrice, videomaker, “slasher”
Blog: sporablog.com

Biografia:
Ex manager nell’ingegneria civile per grattacieli, dopo due anni di attività parallela con StilettoAcademy.com, abbandona una carriera standard per lanciarsi a tempo pieno nell’insegnamento del portamento su tacchi con workshop pubblici e lezioni di coaching private. In parallelo filma dei videotutorial, dei racconti video dei suoi viaggi in solitaria per il mondo e scrive libri (Sperling&Kupfer, 40k.it). Una vita vissuta su fronti molto diversi fra loro che la tengono continuamente in movimento. Dichiara apertamente di vivere dentro il suo iPhone.

La mia prima nota su Evernote era la foto di una lista scritta a mano, per non perderla. È molto interessante analizzare l’approccio che si ha quando si scopre una nuova App. All’inizio capiamo poche funzionalità, che restano poi la matrice del nostro modo di utilizzarla.

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Il primo impulso è stato quello di “salvare” un’info importante fotografandola. Sono andata parecchio avanti dopo quella prima nota che è servita a sviluppare ogni voce della lista in molti videotutorial del mio canale YouTube.

Le note dell’iPhone non permettono di salvare foto, i rullini foto del telefono non danno la possibilità di aggiungere descrizioni ma spesso se fai una foto hai anche bisogno di aggiungere info scritte, descrizioni, memo. Ecco che Evernote arriva per salvarti. La cosa che mi ha fatto adottare Evernote è stata quella: foto e testo insieme.

La cosa importante è che Evernote va al di là del device: se lo perdi certo ti girano, ma i contenuti sono salvi, e al giorno d’oggi sono la cosa più importante. Puoi ricomprarti un iPhone, ma spesso non puoi ricostruire un ragionamento che avevi salvato in una nota.

La mia nota più importante? Quella del progetto in corso, che sia una conferenza, l’embrione del prossimo libro o eBook, le prime idee di un nuovo progetto video o la checklist per il prossimo viaggio. Questo post l’ho cominciato su Evernote, offline, dal mio iPhone su un aereo fra Catania e Napoli e lo sto finendo in treno fra Napoli e Roma. Al momento è la mia nota più importante, e fra qualche minuto tornerò a quella del prossimo progetto video.

Evernote e Stiletto Academy: How To

Strutturo i contenuti e organizzo la newsletter della Stiletto Academy e i contenuti sui social in un taccuino condiviso con la mia Emily.

Scrivo descrizioni di eventi per i vari clienti, checklist per l’organizzazione dei workshop, memo.

Ho una nota speciale con nome, indirizzo, telefono e numero di lezioni effettuate dalle mie coachees private che tengo sempre aggiornata.

Organizzo spunti e idee varie via via che arrivano. Possono essere liste semplici, oppure liste per strutturare la valigia per il prossimo viaggio (quindi anche con delle check list), etc. Se un’idea diventa un progetto allora si merita un taccuino tutto per sé. Se il progetto coinvolge altre persone, allora viene condiviso.

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Scrittura: sono autrice da pochi mesi, ma ho già pubblicato due libri e ne ho altri due in cantiere. Comincio spesso un nuovo progetto editoriale su Evernote perchè l’ispirazione arriva nei momenti più impensabili e l’unico strumento di scrittura o dettatura che ho sempre sotto mano è il mio iphone.

Conferenze: scrivo i miei interventi sul telefonino, ovunque io sia. Mi è capitato di farlo anche durante una serata in discoteca, perché la festa non mi interessava ed ero ispirata per lavorare. Evernote è una manna per le workaholic come me.

Quando facevo l’ingegnere andavo in riunione con l’iPhone e facevo una nota in live, fotografando gli scarabocchi sui disegni e arricchendo il testo. Finita la riunione spedivo la nota via mail alla mia segretaria, che la metteva in forma come resoconto di riunione. Non perdevo tempo, e lei non doveva interpretare note a mano né impazzire per avere gli schizzi con le modifiche apportate. Idem in cantiere. L’utilizzo più proficuo che ho mai fatto di Evernote. 

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Note vocali: a volte registro audio di frasi in lingue straniere che non parlo, come la spiegazione da far sentire all’autista giapponese per riportarmi in albergo.

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Le foto, gli spunti: a volte faccio foto a cose nelle riviste o in giro per idee o progetti, e il fatto di metterle in una nota mi permette di scrivere una descrizione e di catalogarle meglio, anche in appositi taccuini.

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i PDF: l’iPhone non salva i PDF che arrivano in allegato alle mail, Evernote invece si, ed è vitale per non perdersi nelle centinaia di mail e poterci accedere anche senza connessione e mi piace poterlo ritrovare o arricchire con note descrittive per ogni documento. E se voglio allegare nuovamente il PDF, Evernote mi fa da stock. Anche per il formato epub.

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Post del blog: mi capita sempre più spesso di scrivere i miei post dall’iphone, e li preparo con l’elefantino offline mentre viaggio.

Rispondo alle interviste: è più comodo e il file si salva più in fretta che nella mail e posso lavorare offline. 

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L’utilizzo inaspettato/flirt: di recente ho conosciuto un ragazzo molto carino che usa Evernote e ci siamo fatti un taccuino con dei files condivisi con la lista dei film che ci vogliamo consigliare a vicenda. 

La versione Premium mi permette di lavorare anche senza connessione. Viaggiando molto in aereo è comodissimo.

L’unica pecca è che consuma molta banda nella sincronizzazione, quindi preferisco aggiornare i vari devices quando ho accesso al wifi. 

Una cosa che non amo è il fatto di non poter fare un passo indietro come con il Ctrl+Z quindi se per sbaglio cancello della roba, è persa e partono le Madonne.

Ho scoperto Evernote due anni fa e non lo mollo più. Tra l’altro è un segno distintivo quando conosci qualcuno che lo usa: è per forza una persona figa.

Sono figa, non posso non usare Evernote :)

plettrude

La Plett <3

plettrude:

Ho conosciuto la Spora un po’ di anni fa, a Parigi. Mi ricordo che abbiamo bevuto bevuto bevuto e poi lei mi ha detto che avevo i capelli tutti sbagliati e che non sapevo darmi il fard. Per spiegarmi meglio ci siamo messe nel bar, allieva e maestra, a truccarci. Devo ammettere che aveva ragione. L’ho continuata a incontrare, negli anni, sempre un po’ di corsa, e grazie a lei mi è capitato di fare cose fighissime (tipo la giurata dei tacchi, o ricevere in regalo un vibratore, o dormire in un letto a baldacchino affacciato sulla terrazza Mascagni a Livorno). In mezzo ho imparato a camminarci, sui tacchi, ho cambiato taglio di capelli (anche lei, e sta benissimo) e ho iniziato a truccarmi in treno. 

Due mesi fa l’ho incontrata al volo in un bar di firenze, aveva un libro in uscita e mi fa: prima che esce, lo vuoi il pdf?

Io l’ho sbirciato, poi l’ho avuto di carta, poi l’ho tenuto lì, prima di leggerlo. Ché leggere i libri degli amici è complicato, loro si aspettano scodinzolanti un giudizio (beh forse la spora no, la spora non scodinzola, la spora critica tutto, e di solito ha ragione) e tu sei lì che non sai cosa dire. 

Poi c’erano di nuovo i tacchi a firenze, e c’era la Sara, l’illustratrice bravissima che ha illustrato il libro della spora, a fare i disegnini sulle copie e io ho pensato: no ma ti pare che ci vado senza averlo letto?

Ho scoperto, con un sospiro di sollievo, che non è che la spora gioca a far la scrittrice: la spora è onesta e il libro è come lei. Certo, c’è una storia ma è un po’ tipo la storia della spora che mi insegna a mettermi il fard in un bar del Marais. Ci son mille consigli su come vestirsi, come scegliere le scarpe, come portare i tacchi, come non uccidercisi sopra, come preparare un trolley, come stalkerare un tizio (credo sia la parte su cui ho riso di più). 

E poi è scritto bene, non sciatto, non banale. 

E poi ci son dei disegni fantastici. 

E poi, dietro ogni parola, sembra di vederla, Veronica, che ha una passione e milioni di idee e ci ha costruito sopra un lavoro bellissimo.